Marcello comincia a suonare la chitarra a 10 anni, ascoltando la musica americana e inglese degli anni ’60, di cui assorbe le sonorità rock blues. A 13 anni comincia a esibirsi in pubblico e nel giro di un paio di anni suona con numerose formazioni locali nei più noti e frequentati locali musicali milanesi, diventando subito un chitarrista molto rispettato e comincia a fare le prime turnè con un gruppo di musica colta latino-americana con il quale raffina ulteriormente il suo già sviluppato senso del ritmo. In quello stesso periodo entra in contatto con il produttore Roberto Colombo con il quale instaura subito una collaborazione che gli consente di cominciare anche l’attività di turnista in sala di registrazione.

A 21 anni si trasferisce a Los Angeles per studiare al Guitar Institute of Technology di Hollywood. Conosce i Chambers Brothers, storico gruppo degli anni ’60, con i quali instaura una duratura collaborazione che lo porta, unico bianco della band, a esibirsi nei più importanti festival blues della California e nelle Chiese Battiste.

Passano gli anni e anche a Los Angeles, come prima a Milano, riesce a farsi riconoscere per il suo inconfondibile stile chitarristico pulito e ispirato. Collabora con numerosissimi musicisti di fama internazionale, tra i quali Andre Crouch (vincitore di numerosi premi Grammy Award), Maurice White ( Earth, Wind and Fire) e Nu Soul Habit (Motown Records) e Vinnie Colaiuta.

All’ inizio del 2001 si esibisce nel mitico ”The Roxy Theater di Los Angeles” con la sua band “Marcello and the Funky City” con la quale aveva già registrato un album live al Baked Potatos. Al Roxy apre con grande successo, il concerto di Eric Jhonson. Sono mesi di grande aspettative per Marcello, ma poi arriva l’ 11 settembre 2001. L’ attentato terroristico alle Torri Gemelle e le successive guerre in Afghanistan e Iraq minano tutte le sicurezze di Marcello che, sensibilissimo nell’animo, si ritira dalle scene e si rimette a comporre, questa volta non solo musica, ma anche testi.

Alla fine del 2004 ha composto più di ottanta brani completi in cui, oltre a suonare tutti gli strumenti, torna anche a cantare.

A settembre del 2005 decide di lasciare gli Stati Uniti, non senza aver prima registrato l’album”Soup” con Vinnie Colaiuta e Saverio Principini. A novembre 2005, raccoglie le forze e seleziona 10 brani degli anni ottanta registrati in due anni per pubblicarli in un album dal titolo “Back to basics” che rappresenta da una parte il ”ritorno” alle sonorità acustiche alla Neil Young e dall’altra parte una straziante denuncia dello scenario di terrore psicologico che i media americani proponevano a tutte le ore del giorno e della notte.

Marcello Cosenza